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MENZIONATI

MOTIVAZIONE

Le foto di Nicola Cavallera colgono con solenne nettezza la vita industriale del Canal de Castilla, facendo emergere un paesaggio unico per ricchezza di testimonianze da un passato piuttosto comune. La forza idraulica è stata infatti motore di parte significativa dell’industria ottocentesca, senza dimenticare gli innumerevoli usi anche contemporanei dell’oro bianco nelle più diverse filiere produttive, dal tessile al nucleare.
L’autore documenta con epica tranquilla in un angolo di Spagna un piccolo capitolo di storia della tecnica e umana, facendo dialogare la monumentalità di un grande volume industriale con una base liquida e immobile, o conducendoci a contemplare il permanere di canali e macchine idrauliche in un orizzonte di forma classica per armonie, proporzioni e atmosfere.

Nicola Cavallera

Progetto | Canal de Castilla

Il lavoro di documentazione del Canal de Castilla, si inserisce in una più ampia ricerca che assume come oggetto il dismesso industriale. Allo studio del Canale come luogo fisico, si affianca l’interpretazione del patrimonio industriale che ne accompagna l’estensione per oltre 200 km lungo l’entroterra spagnolo. Il suo lento ma inesorabile declino ha generato uno dei fenomeni di archeologia industriale maggiormente estesi del territorio europeo. Ad oggi il bacino del Canale costituisce un enorme abaco tipologico dell’architettura della produzione manifatturiera ottocentesca, straordinariamente valido per lo studio e l’analisi dei suoi caratteri tradizionali e delle sue variazioni
 

BIOGRAFIA

Nicola Cavallera, architetto e fotografo di architettura, si laurea presso il DICAR del Politecnico di Bari. Nel 2016 si trasferisce a Barcellona nell’atelier JDVDP. Nel 2019 pubblica per Docomomo un’attività documentativa sulle architetture del Movimento Moderno di Puglia e Basilicata. Nel 2020 la rivista GUD pubblica alcune fotografie dell’ingresso monumentale di Barialto, opera di Aldo Rossi. Annovera numerose pubblicazioni ed esposizioni. Menzione speciale a PHOTOMAARC 2020 sui Razionalismi Italiani.

MOTIVAZIONE

Il cuore del patrimonio archeologico industriale è la macchina. Solo in alcuni casi, quando la produzione termina e la macchina viene rimossa, l'edificio continua a raccontare la dimensione maestosa di una potente storia interrotta. è il caso degil zuccherifici del Sele nella proposta da Andrea Martino. L'autore trasfigura la rovina industriale in una "struttura venerabile" fatta di pronunciati verticalismi e poderose membrature murarie. Una dimensione neo-romantica che riflette alcuni indirizzi attuali dell'archeologia industriale e che attribuisce, nobilitandola, i fasti dell'archeologia classica all'edilizia funzionale del patrimonio industriale.

Andrea Martino 

Progetto | L’ex Tabacchificio Salvati: un monumento al lavoro, Contrada Fiocche, Eboli (SA), Italia,2023 

Nel cuore della piana del Sele si trova l’ex Tabacchificio Salvati, un edificio che un tempo pulsava di attività e ora riposa nella sua grandiosità silenziosa, come un'opera d'arte plasmata dal trascorrere del tempo. Il verticalismo domina l'esplorazione: le strutture in mattoni si ergono verso l'alto, sfidando la gravità e catturando lo sguardo. Gli elementi verticali suggeriscono una dimensione maestosa, come quella di una cattedrale. Ciò che potrebbe sembrare un insieme di mattoni, legno e metallo, si trasforma in una struttura venerabile, dove il lavoro e la creatività umana si sono fusi in un'unica espressione di grandezza, trasformando la semplice rovina in qualcosa di straordinario
 

BIOGRAFIA

Classe 1996, nato a Napoli, sono un fotografo di architettura e di paesaggio, laureando in Architettura presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II. Mi sono avvicinato al mondo della fotografia parallelamente agli studi universitari come strumento di ricerca e documentazione. Attraverso il linguaggio fotografico cerco di osservare e raccontare ciò che vedo attraverso l'obiettivo, cercando di assorbire l’atmosfera e lasciando che sia il luogo a suggerirmi le sue storie.

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