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SELEZIONATI

Chiara Cevales

Progetto | Chi sono, Milano, 2023

Quando uno spazio può definirsi vivo?
Quando viene utilizzato e ricordato. Solo così può entrare a far parte di una memoria che non sia solo nostra e di chi ci ha preceduto, ma anche di chi verrà.
Ho cercato di cogliere tutto questo nei miei scatti, realizzati tra Venezia e Milano.
A Venezia mi sono mossa tra i padiglioni industriali dedicati alla Biennale e all'interno
dell'Arsenale, luogo di antiche e nuove costruzioni.  
A Milano gli scatti sono invece realizzati presso l'Hangar Bicocca.
Sono luoghi che cercano di riprendere e diffondere il nostro patrimonio industriale, trasformandosi in luoghi di fruizione culturale e di memoria collettiva

BIOGRAFIA

Musicista di formazione, ma da sempre interessata a spaziare in diversi ambiti, cercando di collegarli. Porta avanti un'attività di insegnamento, sia presso le scuole medie, che individualmente dello strumento del violino. Appassionata di fotografia, ha cominciato ad approfondirla da diversi anni e partecipa al contest da voi proposto, volendo condividere alcuni scatti realizzati in due città alle quali è particolarmente affezionata.

Fabrizio Fiscaletti

Progetto | PIPES, Stabilimento siderurgico di Piombino, 2017 
È un racconto scritto da Etgar Keret chiamato “Pipes”. È la storia di un giovane dipendente di una fabbrica di tubi. Dopo il lavoro, invece di andarsene, rimane nell'officina a costruire tubi strani dove lancia delle biglie. Un giorno, costruisce un tubo molto complicato con molte torsioni e giri, in cui le biglie scompaiono invece di uscire dall'altra parte. Per scoprire dove vadano, costruisce un enorme tubo identico e vi si infila. Emergendo dall'altra parte, scopre un luogo abitato da persone in cerca di senso, che non riuscivano a trovare un posto sulla Terra.

BIOGRAFIA

Romano d’adozione, è nato nel 1983. È un architetto, fotografo, artista e designer. Laureato in architettura presso l’Alma Mater Studiorum di Bologna, si è formato nello studio dell’arch. Guido Canali di Parma e dell’arch. Fuksas di Roma. La sua carriera riflette dedizione all'arte e all'innovazione, dimostrando come architettura, fotografia e arte possano fondersi in un'espressione unica. Nel 2020 realizza una scultura anamorfica permanente, in occasione di Parma Capitale Italiana della Cultura 2020+21, per il Consorzio del Prosciutto di Parma. 

Milvia Morocutti

Progetto | Confezione amido da bagno e stiro, Ruda (UD) 2013/2014.
L’Adimerai Chiozza fondata nel 1865 a Perteole (Ruda) dal chimico Luigi Chiozza secondo criteri avanguardistici e di assoluta modernità, è la prima industria della Bassa friulana. 
Unica nel suo genere, adottava metodi di lavorazione brevettati e rimasti in uso per più di un secolo. La peculiarità di questo “edificio macchina” consisteva nella piena sussistenza delle macchine e nei metodi di lavorazione assolutamente originali. Fu attiva fino al 1986, producendo l’amido di più alta qualità tra quelli reperibili, commerciandolo anche negli USA. Nel 1989 lo stabilimento fu vincolato dalla Soprintendenza e acquistato dal Comune di Ruda nel 1991. In oltre 120 anni di attività ha dato lustro alla nostra nazione, impiegando 4 generazioni di persone che hanno considerato il lavoro come crescita di un popolo.

BIOGRAFIA

Laureata in Scienze Biologiche all’Università di Bologna, ha conseguito il Dottorato di Ricerca in Tecnologie biomediche e un Master in Educazione ambientale. Si è cimentata in vari generi fotografici, la prima passione è l’urbex, ma ciò che ama in assoluto è seguire l'istinto, le forme, i colori ed in particolare la luce, ciò che fotografa è soprattutto specchio e strumento per esprimere ciò che sente. 
Ha partecipato a mostre collettive ed alcune sue foto sono presenti in Flicker.

Giovanni Peressotti

Progetto | Ex distilleria Eridania – i serbatoi ed i graffiti Ferrara 2018 
Come a Maurilia, la città immaginata da Italo Calvino, il viaggiatore che si trovasse nella distilleria di Ferrara, potrebbe trovare sopra lo stesso suolo e sotto lo stesso nome città diverse e, confrontando le cartoline, vedrebbe la stessa città con gli stessi edifici, serbatoi, tralicci, trasformati da pinze demolitrici, fiamme ossidriche, lame d’acciaio. 
La distilleria, dove si producevano spiriti indus
triali era, insieme agli zuccherifici, parte della rete dell’industria di trasformazione dei prodotti agricoli della pianura ed era perciò strettamente legata al paesaggio agricolo è all’assetto del territorio con il quale era collegata tramite la ferrovia e i canali navigabili. La torre circolare conteneva gli impianti di distillazione ed era il cuore sia funzionale sia formale dello stabilimento. Le attrezzature sono state smantellate, gli edifici non ritenuti di valore storico sono stati demoliti e l’area è stata bonificata. 
Oggi è abbandonata.

BIOGRAFIA

Interessato alla fotografia dai tempi del liceo approfondisce gli aspetti teorici della comunicazione visiva durante il corso di laurea in architettura a Venezia frequentando, tra gli altri, il corso del prof. Italo Zannier. Dopo l’università continua la ricerca sul tema della rappresentazione dell’architettura e della città indagando e commentando con le immagini le relazioni tra gli edifici antichi e quelli contemporanei ed i rapporti tra gli spazi della città antica e quelli moderni; lavora, inoltre, per documentare le trasformazioni del territorio e delle aree urbane marginali attraverso la ricerca delle tracce lasciate da sistemi industriali in disuso. Partecipa a diversi workshop per approfondire il tema della rappresentazione della città (con Marco Introini a Forlì, con Guido Guidi ad Adria) e presenta i propri lavori ad alcuni concorsi fotografici dedicati ai temi della città e dell’architettura. 

Francesca Pompei

Progetto | Relax, Centrale Montemartini, Roma 2018
La Montemartini di Roma, ex centrale termoelettrica dei primi anni del '900, nel suo coraggioso progetto di recupero è un unicum nella sperimentazione di nuove soluzioni museografiche. I suoi spazi accolgono, in una riuscita dialettica artistica ed architettonica, l'antico dei preziosi reperti di scultorea romana e l’archeologia industriale, creando un vero e proprio gioco di contrasti. In una continuità di spazio e di tempo, le turbine a vapore e le caldaie della Franco Tosi Meccanica di Legnano dialogano con una parte della collezione dei Musei Capitolini in una location che è uno straordinario esempio di riconversione in sede museale di un edificio di archeologia industriale. Un patrimonio salvaguardato e restituito alla comunità.

BIOGRAFIA

Francesca Pompei, laureata con lode in Filosofia, è una fotografa specializzata in immagini di arte ed architettura. Membro del direttivo dell’Associazione Nazionale Fotografi Professionisti- Tau-Visual dal 2014 al 2020, è stata fra gli artisti della Giornata del Contemporaneo 2021. I suoi progetti personali sono stati internazionalmente pubblicati ed esposti in mostre personali e collettive mentre tra le sue collaborazioni professionali figurano AD-Italia, Lo Stato della Città del Vaticano, Emre Arolat Architecture, Jaca Book, Artribune, Living-Corriere della Sera, La Venaria Reale, Ministero della cultura, l’Ambasciata d’Italia a Doha, Qatar. Vincitrice di prestigiosi concorsi come l’Architecture MasterPrize 2022 e The Art of Building, è membro di PhotoVogue. Dal 2023 è Docente Tutor di Fotografia del Corso Image and Storytelling Studio della Laurea Specialistica in Design, Multimedia And Visual Communication della Facoltà di Architettura dell'Università Sapienza di Roma.

Alvise Raimondi

Progetto | Fervet di Castelfranco Veneto (TV), 2018.
Fervet, acronimo di “fabbrica e riparazione vagoni
e tramway”, ha segnato la vita di Castelfranco Veneto per oltre un secolo. Nel 2013 il fallimento sancisce la fine delle attività produttive e l’inizio di una lunga era di abbandono contrastata da un ex dipendente incaricato custode, ritratto come un re con il suo scettro, nel suo regno di 90.000 metri quadri nel cuore di Castelfranco Vento.

BIOGRAFIA

Alvise Raimondi nasce in provincia di Perugia, nel 1984. Diplomatosi al liceo classico si trasferisce in Sicilia, dove prosegue gli studi alla Facoltà di Architettura di Siracusa. La commistione tra formazione classica e studi in architettura delinea un campo d’indagine che guarda all’azione umana ed alla dinamica storica per cui questa trasforma lo spazio in paesaggio: la fotografia pare il medium adatto a produrre delle osservazioni che vogliono essere cronache storiografiche circa l’architettura, le relazioni interne al paesaggio urbano. Produce su commissione progetti fotografici per l’architettura e l’industria, pubblicati sulle principali riviste europee di settore. Vive a Cesena.

Roberta Vassallo

Progetto | Il gazometro di Roma, anno 2010
Si tratta di illustrare la rilevanza del gazometro come landmark nel panorama della città di Roma, a testimonianza del passato industriale della zona di Testaccio.
Sono diversi anni che lo seguo e lo fotografo a più riprese perché mi sembra molto importante che si conservi e che si utilizzi in altri modi, ora che è cessata la originaria funzione.
L’oggetto archite
ttonico ha una rilevante valenza estetica di per sé che si arricchisce nella relazione dialettica con le altre strutture del suo intorno.

BIOGRAFIA

Roberta Vassallo è laureata in Architettura presso l’Università la Sapienza di Roma.
Dal 2000 si interessa dell’architettura del ferro, in particolare in America Latina; nel 2003 ha pubblicato in coautoria con il Prof. Otello Iolita il libro L’architettura del ferro in Argentina. 1850-1930, ed. Kappa.
Dal 2005 al 2020 ha vissuto a Cittá del Messico, dove ha realizzato la sua tesi di Dottorato La Arquitectura del hierro en México durante el Porfiriato presso la UNAM (Universidad Nacional Autónoma de México), discussa nel 2013, e si è dedicata alla ricerca su questo tema, pubblicando diversi articoli su riviste scientifiche messicane. 
Parallelamente, da più di vent’anni lavora come fotografa nel campo dell’architettura e sviluppa un suo percorso fotografico personale, che l’ha portata ad esporre i suoi lavori sia in Italia che in Francia, Portogallo, Argentina, Messico e Stati Uniti, e a pubblicarli su diversi libri e riviste.

Claudio Zanirato

Progetto | TATTOO 
Il rimando ai grandi scenari delle città-fabbrica è solo oramai latente, in un confronto con altri tempi è svanito e rimane un flebile ricordo, un’impronta in dissoluzione che fa lontanamente immaginare ciò che può essere stato. Il silenzio di molti di questi luoghi è il lascito del lavoro che se ne è andato altrove o che si è trasformato nel tempo. Questi luoghi trascurati cercano faticosamente di cambiare pelle per sopravvivere: la street art se ne impossessa e prova a mettere in scena un altro modo di vedere, a volte in maniera clandestina, in attesa di cambi di scena radicali, a volte in maniera persino programmata, per tentare di rianimare corpi decadenti. A volte queste tracce rimangono indelebili e sopravvivono alle trasformazioni, testimoniando l’esistenza di questi tempi intermedi e sospesi.

BIOGRAFIA

Architetto, ricercatore e docente, interessandosi tra l’altro de trasformazioni delle periferie urbane le valenze spaziali e progettuali. onduce da tempo indagini fotografiche territoriali, gli insediamenti industriali emiliano-romagnoli, delle zionali, sondandone Molte immagini, tratte da queste ricerche prolungate, e docente, conduce da tempo indagini fotografiche territoriali, degli insediamenti industriali emilian trasformazioni delle periferie urbane e degli scenari urbani internazionali le valenze spaziali e progettuali. Molte immagini, tratte da queste ricerche prolungate, sono state esposte e pubblicate in volumi e riviste, ottenendo diversi riconoscimenti. sono state esposte e pubblicate in volumi e riviste, ottenendo diversi riconoscimenti. sono state esposte e pubblicate in volumi e riviste, ottenendo diversi riconoscimenti.

Paolo Felletti Spadazzi

Vista dalla terrazza della Heritage Tower, Porto Marghera (Ve), 2023.
Venezia Heritage Tower è una torre di raffreddamento costruita nel 1938, che è stata trasformata in spazio museale e artistico nel 2017. All'interno della torre sono esposti prodotti industriali, manifesti e altri documenti, che ripercorrono la storia delle industrie di Porto Marghera. Sulla sommità della torre si accede a una piattaforma panoramica, dove lo sguardo può spaziare a 360 gradi su tutta la zona industriale veneziana.

BIOGRAFIA

Paolo Felletti Spadazzi è nato a Padova nel 1950 e vive stabilmente a Venezia dagli anni '80.
Laureato a Padova in ingegneria Civile Edile, dal 1978 ha lavorato come ingegnere al Comune di Venezia. Dal 2008 al 2017 ha continuato a lavorare come ingegnere libero professionista. Ha seguito diversi corsi tenuti da fotografi come Franco Fontana, Maurizio Galimberti e Oliviero Toscani. Nel 2020 ha conseguito il Master Iuav in Photography presso Università Iuav di Venezia.
Ha partecipato a diverse mostre fotografiche collettive a Venezia, Padova e Bassano.
Ha pubblicato numerosi articoli di fotografia nella rivista Fotopadova.
Ha vinto diversi premi (2018: One day in Venezia, Calendario Ente Turismo della Provincia di Venezia; 2019: The Motif Collective, Il Sigillo - Università Popolare di Padova)
Con alcuni colleghi del Master Iuav in Photography ha formato il Collettivo Animale e con loro ha prodotto un libro fotografico (L'imbuto) che è stato selezionato in varie occasioni (Festival di Fotografia Contemporanea DIECIXDIECI 2022; Premio M. Bastianelli, miglior libro fotografico 2022; Oggetto Libro 2023, ADI Design Museum di Milano, fuori concorso).

Roberto Ciocchetti

Progetto | Olivetti - Lettera 32-

Questa serie di foto è un modesto e rispettoso tributo ad Adriano Olivetti e al suo progetto di Fabbrica e di Comunità. Il mitico modello di macchina da scrivere Lettera 32 è il più emblematico della sua geniale produzione. La frase riportata nella foto è tratta da un’intervista (del marzo 1988) allo scrittore Paolo Volponi, che concesse, a me che sto scrivendo e ad altri due, allora giovani studenti, alcune ore del suo tempo, permettendoci di realizzare un lavoro scolastico di ricerca sui grandi autori italiani del ‘900. Lo stralcio riportato non è peregrino a questo contesto fotografico, perché Volponi fu uno degli intellettuali che Olivetti volle accanto (fra gli anni ’60 e ’70) per la genesi del sogno di un Umanesimo Aziendale. Con lui, infatti, cercò di esplorare il difficile rapporto fra uomo e macchina e quello fra industria e territorio, tenendo in giusta considerazione l’emancipazione dell’uomo attraverso il progresso tecnologico. Tema, ancora oggi, molto attuale.     

BIOGRAFIA

Laureato in Scienze Agrarie Ambientali all’Università di Perugia.
Fotografa, per passione, da molti anni.
Nella fotografia cerca l’Armonia, la Bellezza, l’emozione e il messaggio che questa può trasmettere.

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