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Comunicato congiunto AIPAI-DOCOMOMO per la conservazione del Silos Granario di Gravina in Puglia

Aggiornato il: apr 23



A metà aprile 2021 sono stati avviati i lavori di trasformazione del Silos Granario di Gravina in Puglia, iniziati con la demolizione della pensilina.

Le associazioni AIPAI - che persegue la conoscenza, la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio industriale, e DoCoMoMo - finalizzata alla documentazione e conservazione dell’architettura italiana del Novecento - hanno inviato un comunicato congiunto per la conservazione dei Silos alle istituzioni preposte, sia a livello comunale che regionale.


Già nel 2019 l'AIPAI si era espressa a favore della tutela del Silos richiedendo la dichiarazione di interesse culturale ai sensi dell’art. 15 del D. l.vo del 22/01/ 2004, n° 42 alla Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la Città Metropolitana di Bari, senza tuttavia ricevere un riscontro positivo.


Il progetto attuale, descritto nella relazione progettuale come intervento di “svotamento”, è stato approvato dopo un primo parere della Soprintendenza contraria alla proposta della totale demolizione; un parere positivo è arrivato invece alla proposta di un progetto di sostanziale modifica, accompagnato però da importanti prescrizioni sulla conservazione dei macchinari e delle strutture e dal riferimento alla legge Regionale n° 1/2015, “Valorizzazione del patrimonio di archeologia industriale”.

La concessione del permesso di costruire e l’inizio delle demolizioni dimostrano che non è stato considerato uno dei motivi fondamentali dell’interesse culturale di questo genere di manufatti.


AIPAI e DOCOMOMO concordano con le motivazioni che sostenevano il primo parere della Soprintendenza, per la quale l’edificio, anche se in stato d’abbandono, è «un esempio di paesaggio antropizzato di eccezionale interesse sotto il profilo paesistico-ambientale […] la perdita di un elemento che oramai è parte del paesaggio di Gravina in Puglia e la sua sostituzione con un intervento moderno, che sarebbe solo un vago richiamo a quanto era presente un tempo, […] si configurerebbe come un falso storico».


Il «Grande Silos Granario», inaugurato il 4 gennaio 1937 dal Principe Umberto di Savoia, fu considerato il più capiente silos d’Europa per l’ammasso del grano capace di conservare, fino a 450 mila quintali; memoria della Battaglia del grano lanciata nel 1925 in periodo autarchico, il Silos oggi rappresenta una pregevole testimonianza dello sviluppo sociale, economico e industriale non solo della città ma dell’intera regione, perdita che sarebbe aggravata dall’essere l’unico rimasto nel Mezzogiorno d’Italia.


La struttura è dotata di un modernissimo impianto meccanico fornito dalle note OMI-Officine Meccaniche Italiane di Reggio Emilia; attualmente al suo interno sono ancora ben visibili diversi esemplari, tra cui il gruppo distributore circolare per il riempimento delle celle, i nastri distributori e altre macchine che meriterebbero di essere recuperate e conservate.


Con questo comunicato le due associazioni si augurano di stimolare una riflessione sulla necessità di una programmazione territoriale che accolga criteri di tutela del patrimonio e preveda una progettazione compatibile con i valori di memoria che il Silos possiede.



Qui è possibile leggere l’intero comunicato:

Comunicato DoCoMoMo-AIPAI 22 aprile 2021
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Foto di Antonio Monte, 2010 (diritti riservati, vietata ogni riproduzione).




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